Paesaggio rurale e cambio climatico: la valle di Telouet

TELOUET

 

 

Il Padiglione ZERO di Expo ha ospitato alcuni esempi dei molti straordinari paesaggi rurali presenti nel mondo. Lo studio dei paesaggi rurali ha assunto una nuova dimensione che coinvolge  istituzioni scientifiche mondiali, continentali e nazionali ed è un settore in cui l’Italia eccelle. In particolare l’attenzione degli studiosi si concentra sui paesaggi storici, più precisamente i paesaggi tradizionali. Tali paesaggi sono indissolubilmente legati alle pratiche mantenute e trasmesse da generazioni di produttori: agricoltori, pastori e boscaioli. Si tratta di complessi  sistemi basati  su tecniche ingegnose  e diversificate che  hanno   fornito un contributo fondamentale   alla costruzione ed al mantenimento del  patrimonio storico, culturale e naturale,   rappresentando il continuo adattamento  a condizioni ambientali difficili e mutevoli, fornendo molteplici prodotti e servizi, contribuendo alla qualità della vita e  producendo  paesaggi di  grande  bellezza.  Il Marocco presenta importanti esempi di paesaggi rurali storici caratterizzati da pratiche agricole secolari ancora utilizzate dalle popolazioni locali. Partendo da Marrakech in direzione  dell’Alto Atlante e scendendo poi sul versante orientale  lungo la spettacolare strada di Tizin’Tichka, si incontra una verde e  fertile vallata coltivata che si staglia e si contrappone ai versanti aridi e brulli delle montagne circostanti. Non abbiamo testimonianze certe circa l’origine  delle spettacolari costruzioni presenti a Telouet, ma è possibile che  risalgano alla diffusione dell’islam nell’area e alla fondazione di Sijilmassa nel 757 d.C; Si tratta di un complesso mosaico di colture agricole sviluppatosi grazie ad una attenta gestione delle scarsissime risorse idriche, tipica delle zone desertiche.  Si tratta di un importate esempio di efficace adattamento dell’uomo a condizioni climatiche estreme. Anche per questi motivi è di fondamentale importanza conservare questi  paesaggi  che sono ancora diffuse in molte parti del mondo, grazie a programmi quali il FAO GIAHS e l’UNESCO., per mantenere vive le conoscenze tradizinoali che hanno consentito all’umanità di resitere a climi mutevoli ed ambienti naturali ostili alla vita.  E’ sperabile che occasioni quali il prossimo summit di Parigi, oltre alla mitigazione del cambio climatico si ricordi che l’adattamento è essenziale per la sopravvivenza della specie umana, specialmente quando abbinato alla produzione di cibo. 

 

Prof. Mauro Agnoletti - Università di Firenze - Email: mauro.agnoletti@unifi.it - Website: www.mauroagnoletti.com

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