Il no al prosecco da parte dell'UNESCO

 

Senza-titolo-1

 

L'UNESCO durante l'assemblea generale  in Bahrein ha votato contro l'iscrizione del prosecco  fra i paesaggi culturali.

 

In realtà il no era già stato emesso dall'ICOMOS , l'organo scientifico dell'UNESCO, ed era teoricamente un no definitivo. Tra motivi del no, peraltro, non rientravano nessuna delle questioni di tipo ambientale sollevate da alcuni negli ultimi mesi.

La decisione presa invece consente all'Italia di ripresentare la candidatura, e va considerata una vittoria viste le condizioni di partenza. Si è trattato di una vera battaglia, ma,  al di là del testo della candidatura, che sicuramente andava rivisto, le questioni decisive sul tappeto sono due. La prima è che l'UNESCO non vuole più paesaggi vitivinicoli per cui propone ostacoli a qualunque nuova nomina, ed anche i paesaggi agricoli in generale avranno sempre più difficoltà ad essere iscritti. La strada per ora è ancora relativamente sgombra  solo per le candidature nel programma sul patrimonio agricolo della FAO, il programma GIAHS. L'altra questione sul tappeto è la crescente ostilità  di alcuni paesi riguardo alla iscrizione di nuovi siti italiani.

 

La questione è semplice: l'Italia, sebbene sia un paese territorialmente piccolo, ha un patrimonio culturale, inclusi i paesaggi agrari, superiore a quello di altre nazioni, per numero, per storia per varietà. Spesso le nomine di nostri siti, specie quelli che riguardno prodotti come il vino, finiscono per fare concorrenza ad altri.

Anche per questo è nato un registro nazionale dei paesaggi rurali storici, dato  che gli organismi internazionali sono sempre  meno disponibili ad accettare questa realtà. Le candidature UNESCO si spostano infatti su altri temi e su visioni transnazionali per evitare di valorizzare singoli paesi. 

Prof. Mauro Agnoletti - Università di Firenze - Email: mauro.agnoletti@unifi.it - Website: www.mauroagnoletti.com

Schermata 2014-12-05 alle 10.59.37 Schermata 2014-12-05 alle 11.02.17